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Lo Scoutismo in Val Cellina: storia di una resistenza

Un scout al reste simpri scout

La Val Cellina è la Val Codera del Friuli. Quello che hanno vissuto le Aquile Randagie durante il ventennio fascista, la guerra e il periodo post armistizio, può trovare una corrispondenza in quello che abbiamo vissuto recentemente a causa della Pandemia.
Chi ha frequentato la base di Andreis sa cosa queste parole vogliono dire. Da quando è stata ristrutturata, in seguito al terremoto del 1976, per la Base sono passate migliaia di persone. Si tratta di un esempio normalmente straordinario di quanto la cura per i luoghi e per le persone possa fare.

Probabilmente nessun luogo più della Base di Bosplans si presta a fare da quartier generale per il progetto CellinaValley. La Base Scout potrebbe diventare un incubatore di progetti nell'ambito della cura della nostra casa comune, la Val Cellina: questi progetti possono concentrarsi sugli aspetti ambientali e sociali che rappresentano le criticità a breve/medio/lungo/termine. C'è bisogno di veri e propri talent scout (in tutti i sensi) da cercare tra tutti gli uomini e le donne, giovani e meno giovani che hanno gravitato, gravitano e graviteranno attorno alla Base. 

Sarebbe bello che la presenza degli scout in Val Cellina sia ricordata più per il contributo che saranno stati in grado di dare alla cura dell'ambiente e alla gente della Valle, piuttosto che per il numero di ragazzi che si perdono in mezzo ai boschi a causa della loro imperizia e forse all'incoscienza di alcuni capi.

Mi immagino il calendario della base come un contenitore da riempire, e quindi da ottimizzare, con il fine di raggiungere gli obiettivi del progetto.
La Base potrebbe essere un polo di attrazione su cui graviterebbero risorse umane di qualità che potrebbero portare valore aggiunto all'intera vallata e non solo.