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La tenuta idraulica di sistemi di drenaggio urbano e di distribuzione di acqua potabile è un aspetto cruciale del funzionamento delle reti idriche. In particolare quando non si verifica si possono constatare problemi di natura ambientale anche molto gravi: basti pensare allo sversamento di reflui da condotte di fognatura non conformi nel terreno circostante che può compromettere la qualità dell’acqua di falda o andare a contaminare corpi d’acqua ricettori, oppure alle perdite che si possono realizzare da serbatoi per acqua o idrocarburi o da condotte di acquedotto “non a tenuta”.

Di pari passo con lo sviluppo delle società moderne si sono evolute anche le infrastrutture idrauliche per il trasporto e lo stoccaggio dell’acqua potabile e delle acque reflue; con il tempo la crescente sensibilità verso l’ambiente ha posto sempre maggiore attenzione al corretto smaltimento del contenuto trasportato dalle reti. Tuttavia ai fini di una completa tutela ambientale è assolutamente necessario porre altrettanta attenzione ai contenitori, ovvero alla tenuta delle reti che trasportano i reflui.

La norma europea di riferimento per il settore è la EN 1610 pubblicata a settembre 1997 e adottata da tutti i Paesi della comunità europea. In Italia è stata adottata dall’UNI nel novembre 1999 e aggiornata nel 2015 (UNI EN 1610:2015). Altri paesi, tra i quali l’Austria, come consentito dalle regole della comunità europea la norma è stata adottata con l’inserimento di specifiche più restrittive e soprattutto eliminando alcune ambiguità tuttora presenti sulla EN 1610. Dalla metà degli anni ‘90 in Austria si pone molta attenzione alla qualità delle acque e soprattutto allo smaltimento delle acque reflue mettendo a confronto l’impatto economico dello smaltimento con la salvaguardia delle falde acquifere. La norma in questione è la ÖNORM B2503:2012 (al punto 6 Collaudi). La norma ha già visto 3 revisioni in ciascuna delle quali sono stati apportati correttivi o integrazioni. L’ultima revisione del 2012 ha visto l’inserimento della procedura per il collaudo di serbatoi interrati in calcestruzzo, quali fosse biologiche, impianti di depurazione e vasche di raccolta.

Questa norma, come anche la UNI EN1610, ribadisce il principio che il trasporto del refluo dal suo ingresso all’impianto di smaltimento deve avvenire attraverso tubazioni e strutture “a tenuta”. L’importanza di questo principio è duplice: da un lato si devono evitare fuoriuscite (esfiltrazioni) di qualsiasi tipo per non inquinare con sostanze di ogni tipo la falda e l’acqua potabile che beviamo. Il fattore di successo della ÖNORM B2503 è stata la comune volontà di perseguire gli obiettivi di tutela ambientale da parte del governo nazionale, regioni, autorità di bacino, università, associazioni di consumatori, progettisti, uffici tecnici ed amministratori comunali, produttori, imprese di costruzione, società di collaudo e personale di collaudo. Nella ÖNORM B2503: 2012 al punto 6, sono chiaramente definiti gli ambiti di applicazione, i metodi, ed i requisiti necessari per l’esecuzione delle prove:

  • Ambito di applicazione delle prove: tutte le tubazioni, pozzetti, serbatoi e strutture associate.
  • Le specifiche e metodi di prova (aria o acqua) da adottare per le rispettive prove.
  • Chiara definizione criteri di conformità sulla base di tolleranze di perdita consentiti nei test aria / acqua.
  • Libera scelta di metodi di prova in quanto equivalenti per ottenere un esito valido dei test.
  • Obbligo alla tracciabilità degli strumenti di misura a livello nazionale (mediante taratura accreditata).
  • Selezione di imprese e collaudatori abilitati a livello nazionale (attraverso centri di accreditamento ed esecuzione di test comparativi).
  • Definizione di verbali di prova conformi alla norma EN 17025 per la documentazione dei risultati.

Noi crediamo che si possa adottare anche in Italia un approccio analogo, e siamo consapevoli che questo comporta un cambiamento di mentalità e di approccio verso la gestione delle infrastrutture idrauliche e delle problematiche ambientali in genere. 

Forse è l’unica opzione percorribile.