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ÖNORM B2503

L'IMPORTANZA DI FARE LE PROVE DI TENUTA

Il fattore di successo della ÖNORM B2503 è stata la comune volontà di perseguire gli obiettivi di tutela ambientale da parte del governo nazionale, regioni, autorità di Bacino, università, associazioni di consumatori, progettisti, uffici tecnici ed amministratori comunali, produttori, imprese di costruzione, società di collaudo e personale di collaudo.
Nella ÖNORM B2503: 2012 al punto 6, sono chiaramente definiti gli ambiti di applicazione, i metodi, ed i requisiti necessari per l'esecuzione delle prove:

  • Ambito di applicazione delle prove: tutte le tubazioni, pozzetti, serbatoi e strutture associate.
  • Le specifiche e metodi prova (aria o acqua) da adottare per le rispettive prove.
  • Chiara definizione criteri di conformità sulla base di tolleranze di perdita consentiti nei test aria / acqua.
  • Libera scelta di metodi di prova in quanto equivalenti per ottenere un esito valido dei test.
  • Obbligo alla tracciabilità degli strumenti di misura a livello nazionale (mediante taratura accreditata).
  • Selezione di imprese e collaudatori abilitati a livello nazionale (attraverso centri di accreditamento ed esecuzione di test comparativi).
  • Definizione di verbali di prova conformi alla norma EN 17025 per la documentazione dei risultati.

Valore legale delle prove di tenuta

In Austria le prove di tenuta rientrano nel campo della Metrologia legale. Dal momento che la sostanza di una prova di tenuta è una misurazione, questa deve essere eseguita nel rispetto del principio della fede pubblica. Solo utilizzando strumenti di misura idonei (calibrati e tarati) si ha la certezza delle misure e quantificare al 100% le perdite (l/m² di superficie interna bagnata) che subiscono le reti fognarie. Indipendentemente dalla quantità di perdita consentita, la valutazione sulle perdite può essere effettuata solo mediante misurazione accurate. Conoscendo la superficie interna di una rete, è possibile calcolare la quantità di acque reflue che possono “fuoriuscire” o quella di acque sotterranee e acque meteoriche che possono “infiltrarsi”.
La UNI EN 1610 come la ÖNORM B2503: 2012, specificano bene le perdite ammesse.
Per la UNI EN 1610 una condotta in calcestruzzo può subire una perdita massima di 0,15 l/m²  di superficie interna bagnata (0,10 l/m2 per la ÖNORM B2503: 2012) nel corso di una prova di 30 minuti ed essere considerato “a tenuta” (o CONFORME).
Ciò significa che un canale DN 1000 con una lunghezza di 100 metri (superficie interna di 314 m²) nel corso di una prova di 30 minuti può essere considerato “a tenuta” se rientra nei seguenti limiti.

Tempo UNI EN 1610 [lt] ONORM [lt]
30 minuti 47,10 31,40
1 hr 94,20 62,80
1 giorno 2.260,80 1.507,20
1 anno 825.192 550.128

Le norme sopra riportate ci dicono che tutte le reti fognarie possono avere delle perdite (=esfiltrazioni), ma essere comunque considerate “a tenuta”. Nell’esempio riportato sopra il tratto di condotta, pur avendo delle perdite che in un anno arrivano fino a 825 m3 (550 m3 in Austria), è considerato “a tenuta”! E ricordiamoci che stiamo parlando solo di una tratto di rete, se sommassimo le perdite di una intera rete lunga migliaia di chilometri arriviamo a volumi impensabili.
Gli stessi volumi possono invece infiltrarsi in fognature se la condotta è sotto falda usurando inutilmente la condotta e costringendo il gestore ad inutili costi di depurazione.
Il semplice calcolo fatto non pone dubbi sull’importanza, sia dal punto di vista dell’impatto ambientale che economico, di un controllo totale della tenuta delle nostre reti.
Le prove a campione (comunemente adottate negli appalti pubblici) non costituiscono garanzia di conformità né tantomeno di tenuta totale e dovrebbero essere evitate nell'interesse della tutela ambientale e salute pubblica. Di conseguenza sarebbe raccomandabile che le autorità competenti richiedano il controllo della tenuta sul 100% della rete di nuova costruzione. In questo modo l’ente che prende in carico l’opera ha la certezza di ricevere, da parte delle società di costruzione, una rete a tenuta al 100%.
Con una rete a tenuta in caso di ingresso in rete di sostanze inquinanti non c’è corresponsabilità di inquinamento tra costruttore, gestore e soggetto responsabile del reato. Chi immette in rete sostanze inquinanti è l’unico responsabile di inquinamento ambientale.
Anche la videoispezione fa parte dei controlli previsti dalla UNI EN 1610 (vedi par. 12.1), ma Il "controllo visivo", come dice la parola, è solo visivo e non sostituisce il "test di pressione" (secondo ÖNORM B2503: 2012) per le seguenti ragioni:

  • Il controllo visivo all'interno del tubo è solo di tipo “qualitativo”, ovvero accerta solamente danni visibili (materiali utilizzati, pendenza, rispetto specifiche di progetto, rotture, otturazioni), ma non dice se la condotta è “a tenuta”. Mediamente individua solamente il 30% dei malfunzionamenti.
  • La prova di tenuta secondo la ÖNORM B2503: 2012 accerta invece se l’opera è/non è “a tenuta” e nel verbale di prova viene fornita una misurazione “quantitativa” della perdita!
  • La prova di tenuta accerta quanto grande è la perdita:
    • Il volume di refluo che può esfiltrare ed entrare nella falda acquifera (=acqua potabile);
    • Il volume di acque di falda che possono infiltrarsi nella condotta ed arrivare all'impianto di trattamento.

Le infiltrazioni non possono essere accertate solamente attraverso la videoispezione, poiché possono dipendere dal livello della falda e dalla stagione in cui ci si trova.

Difficoltà di esecuzione delle prova di tenuta

Si è erroneamente portati a pensare che le prove siano di difficile e complessa esecuzione, impossibili da fare o molto costose, ma non è vero!

Eseguire una prova di tenuta è facile quando sono compresenti 3 condizioni:

  1. normativa chiara;
  2. competenze accertate;
  3. strumenti accreditati.


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